mercoledì 28 gennaio 2009
Cosmopolis o della Speranza
mercoledì, gennaio 28, 2009
LaRed
lunedì 17 novembre 2008
CENTRO ESTERO
lunedì, novembre 17, 2008
LaRed
L'Avvenire dei lavoratori / Quaderno doppio 2008.1-2
Esce mercoledì prossimo il nuovo quaderno trimestale dell'ADL. Si tratta di un quaderno doppio, di 200 pagine, particolarmente denso e ricco di materiali storici, riflessioni politiche e testi letterari.
Il nuovo quaderno dell'ADL "su carta" propone all'attenzione delle lettrici e dei lettori un'ampia sezione storiografica, dedicata alla tematica del "Centro estero" con un saggio di Stefano Merli che ricostruisce l'attività di rifondazione intellettuale e morale del socialismo italiano svolta da Ignazio Silone quando egli dal 1941 al 1944 accettò di assumere la guida del Centro estero, trasferitosi a Zurigo dopo l'occupazione nazista della Francia.
Le trascrizioni dei due interventi di Filippo Turati al Congresso di Livorno offrono alcuni spunti di riflessione aggiuntivi sulla tematica delle cicliche crisi organizzative del Psi, tematica cui è imprerniato per inciso anche l'editoriale di questo nuovo ADL.
La seconda metà del volume, riservata alla sezione "Politica, economia e cultura", è inaugurata da un intervento di Paolo Bagnoli sulla necessità di salvare l'idea stessa di "sinistra" in Italia, senza la quale la parola socialismo perde il suo senso proprio.
Segue Felice Besostri con un'appassionante discussione del saggio di Raffaele Simone "Il mondo è di destra?". Si tratta della prima parte di un saggio più ampio cui Besostri sta lavorando nell'intento di chiarificare le ragioni del socialismo italiano, nonostante l'anatema che sembra incombere nel nostro Paese sulla questione socialista.
Nelle pagine della cultura Mario Barino traccia un primo bilancio degli "Incontri letterari del Cooperativo" introducendo due preziosi testi inediti e ricordando la nascita per iniziativa di Franco Facchini e Pietro de Marchi di questa iniziativa a sostegno della lingua e della letteratura italiana fuori d'Italia.
Il primo testo pubblicato è "Per resuscitare i morti" di Laura Pariani, una delle maggiori scrittrici italiane contemporanee, che qui tratteggia in modo scanzonato e affettuoso le impressioni raccolte al Cooperativo di Zurigo dopo l'incontro letterario che l'ha vista protagonista in una memorabile serata del 2006.
Il secondo testo è "Cara Clarissa" di Silvia Ricci Lempen, protagonista di una matinée letteraria tenutasi nel maggio scorso. Romana di nascita e losannese d'adozione, Ricci Lempen ha un ragguardevole cursus honorum in lingua francese. In "Cara Clarissa - possibile inizio di un romanzo in lingua italiana" inizia magistralmente un suo percorso di riappropriazione della lingua madre.
Alcune osservazioni di carattere filosofico sono esposte quindi da Andrea Ermano a margine del confronto sul fascismo in corso all'interno del mondo cattolico, ma non solo in esso.
Suggella il volume il "Coro di deportati" di Franco Fortini, poesia apparsa per la prima volta sull'ADL del 15.4.1944.
Il Sommario
del nuovo quaderno ADL
I - Centro estero
- Editoriale
- Stefano Merli, Il laboratorio socialista de L'Avvenire dei Lavoratori
- Filippo Turati, Compagni amici, e compagni avversari; non voglio, non debbo dire nemici
- Filippo Turati, Una convergenza dovrà ricongiungerci tutti quanti in una azione comune
II - Politica, economia e cultura
- Paolo Bagnoli, I socialisti e la sinistra italiana
- Felice Besostri, Il mondo va a destra?
- Mario Barino, I nostri "incontri" tra poeti, scrittrici e testi inediti
- Laura Pariani, Per resuscitare i morti
- Silvia Ricci Lempen, Cara Clarissa
- Andrea Ermano, Il dibattito intorno al fascismo
- Stanzetta lirica - Fanco Fortini, Coro di deportati
L'Avvenire dei lavoratori
Quaderno doppio 2008.1-2
Pagine 200, CHF 20.00, Euro 14.00
Qui sopra la copertina del nuovo quaderno dell'ADL sulla quale campeggia un'immagine di Ignazio Silone (1900-1978), che dal 1941 al 1944 diresse il Centro estero socialista.
venerdì 5 settembre 2008
venerdì 18 luglio 2008
Figli di un destino cinico e baro?
venerdì, luglio 18, 2008
LaRed
di Andrea Ermano
"E allora prendete un passaporto e andate tutti a..." l'orazione pubblica di Beppe Grillo ai manifestanti "No Cav Day" di Piazza Navona si era conclusa una decina di giorni fa con il solito "vaf..." alla politica italiana, incluse le più alte cariche dello Stato.
Grillo incarna ormai due detti marxiani. Il primo riguarda la situazione che si ha quando la classe dirigente di un paese ne costituisca il maggior impedimento allo sviluppo: è, questa, la situazione rivoluzionaria. Il secondo detto marxiano allude a certi corsi e ricorsi storici che dapprima si presentano come tragedia, poi come farsa. In Grillo la rivoluzione italiana è la farsa da un comico patriota che non significa nulla.
Ma la Guzzanti supera Grillo sia in comicità sia in patriottismo. L'esito ne risulta rovesciato. La farsa viene ricatapultata nella rivoluzione e la corte papale tra i diavolacci dell'Inferno, come in Dante.
Non potendo sorpassare in arditezza tutto ciò, Antonio Di Pietro ci ha messo qualche giorno per raccogliere le idee, finché l'arresto del governatore abruzzese Del Turco è sopraggiunto a togliergli ogni imbarazzo: ecco l'inizio di una nuova Tangentopoli in un paese corrotto più che mai!
Ma se c'è un Grillo per ogni Sabina Guzzanti non manca neppure un Cavaliere per ogni Antonio Di Pietro. Ed ecco dunque Berlusconi che spiega il caso Del Turco alla nazione: ennesimo teorema cui certa magistratura ricorrerebbe per condizionare la vita politica!
A questo punto il procuratore dell'indagine abruzzese non poteva che convocare una conferenza stampa. In essa egli negava recisamente la tesi del teorema ed elencava invece una lunga serie di fatti date dati, sostanzialmente riconducibili alle dichiarazioni di un ras locale, postosi sotto l'egida della magistratura, come pentito, un attimo prima che lo arrestassero in quanto corruttore.
Le tangenti del pentito sarebbero a Del Turco servite all'acquisto di tre case a Roma nonché "a comprare il passaggio di otto senatori" dello SDI nelle file del PD.
Qui manca il riscontro. E' vero infatti che il governatore aveva abbandonato il Partito Socialista per entrare nel Partito Democratico. Ma i senatori? Se lo SDI ne avesse avuti otto, di senatori, il Governo Prodi sarebbe ancora in carica.
Il neo segretario del PS, Riccardo Nencini, cioè la parte (teoricamente) lesa, conferma che "non cerano senatori socialisti. Se anche vi fossero stati, non sarebbe stata unoperazione praticabile perché i socialisti non sono in vendita".
In effetti, se uno resta socialista nel 2008 sembrerebbe meno in vendita di altri. Ma i media su Del Turco hanno ugualmente rinverdito la favola nera: ex socialista, dunque corrotto. Vabbè, ma Del Turco è stato tante cose: non solo segretario del Psi, ma anche segretario generale aggiunto della Cgil, ministro delle Finanze, presidente dell'Antimafia.
No. Del Turco è un ex segretario del Psi. Vabbè, ma vi sembra giusto che poi la gente attribuisca la colpa del persistente malaffare italiano ai "craxiani" che continuano pervicacemente a inquinare il Paese degli Onesti.
No. Del Turco è il successore di Craxi, un uomo chiamato cinghiale e assurto a simbolo del malaffare italiano.
Sarà dunque a causa dell'autodistruttività intrinseca al "male" che il mestiere di leader socialista nel nostro Paese appare tanto foriero di disgrazie?
Nessun leader socialista, neanche quelli universalmente riconosciuti come galantuomini, è sfuggito a una qualche "disgrazia". Turati venne disgraziatamente massacrato di botte e morì in esilio. Matteotti fu seviziato e assassinato. Saragat e Pertini finirono in galera, al confino, in esilio, ma sopravvissero e divennero Capi di Stato.
Come loro, anche Nenni, dopo un duro esilio, rientrò in Italia, tra mille onori, e alla fine fu nominato senatore a vita.
Del pari fu senatore a vita anche Francesco De Martino, che però ebbe un figlio rapito dalla camorra.
Ma ecco un dubbio. Forse che in Italia anche i nostri ideali migliori siano caduti ostaggio di un destino cinico e baro?
Il punto sta proprio qui. Noi socialisti siamo sommessamente convinti che il destino passa e gli ideali restano.
giovedì 29 maggio 2008
NOVITÀ EDITORIALE: L'utopia laica di Philippe Grollet
giovedì, maggio 29, 2008
LaRed
E' uscito in questi giorni come pubblicazione dell'ADL su carta il volume "Laicità, utopia e necessità" di Philippe Grollet, esponente di spicco del movimento laico belga. L'edizione italiana del libro, apparso a Bruxells nel 2005, è stata curata da Vera Pegna che, insieme a Silvana Mazzoni, ha approntato anche la traduzione del testo di Grollet dal francese. E' il nono volume della collana "Tragelaphos", dedicata alla storia e alla teoria della pluralità culturale. Qui di seguito ne riportiamo la nota editoriale.
Per acquisti team@avvenirelavoratori.eu
Philippe Grollet, l'autore del presente volume, è avvocato presso il foro di Bruxelles e ha presieduto nel corso di quasi quattro decenni dapprima il Cercle du Libre Examen, poi l'associazione Bruxelles Laïque e infine il Centre d'Action Laïque. Siamo lieti e onorati di poter rendere accessibile il suo pensiero alle nostre lettrici e ai nostri lettori.
Laicità, utopia e necessità propone al pubblico italiano un resoconto di esperienze e di riflessioni che provengono dalla società civile belga impegnata in difesa dell'uguaglianza tra tutti i cittadini nel libero esercizio del pensiero, della parola, del culto e del pluralismo culturale.
Il presente volume contiene una preziosa Prefazione del professor Manacorda, che ringraziamo con deferenza; segue di tre anni l'altra nostra pubblicazione recente nel medesimo ambito tematico, intitolata La laicità indispensabile, in cui avevamo raccolto gli atti dell'omonimo convegno tenutosi a Roma nel 2003 per iniziativa dell'Unione Atei Agnostici Razionalisti (uaar).
Tanto Laicità, utopia e necessità quanto La laicità indispensabile sono state curate da Vera Pegna, cui si ascrive anche il merito d’aver contribuito in modo determinante alla promozione del convegno romano del 2003.
Da allora sono trascorsi cinque anni, si sono moltiplicati gli incontri, sono apparse varie pubblicazioni: la laicità anche nel nostro Paese è ritornata al centro del dibattito. L'Italia laica accorcia così le distanze che tradizionalmente la separano su questo tema dall'opinione pubblica europea e internazionale.

